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Dicono di noi
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Qui sotto sono inseriti i giudizi sul Master di alcuni degli allievi della prima edizione del Master di giornalismo investigativo (tenutasi ad Urbino e terminata il 19 gennaio 2007) della terza edizione del Master di giornalismo investigativo tenutasi a Milano nel 2008 e della quarta edizionedel Master di giornalismo investigativo tenutesi a Roma e a Milano nel 2009-2010 e di vari altri corsi. Speriamo che possano essere utili a fornire una maggiore informazione sugli obiettivi formativi ed i risultati raggiunti dalla nostra didattica. E' possibile, purchè non vi siano troppe richieste, essere messi in contatto con gli ex-allievi al fine di farsi raccontare personalmente pregi e difetti della nostra formazione.
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| Mariano Belmonte (giornalista freelance - Corso di Open Data Journalism)
Come già osservato durante il corso di OSINT, tenutosi a luglio 2011, il corso in OpenData Journalism si caratterizza per una estrema praticità. La teoria è ridotta allo stretto necessario e, già durante le lezioni, si utilizzano tutti gli strumenti e le conoscenze acquisite. Con il materiale acquisito e avendo l'esperienza giusta, si può cominciare a lavorare su un inchiesta anche autonomamente da casa. Inoltre, il corpo docente è di alta qualità e disponibile: infatti si è rimasti in contatto al di là della singola lezione e ciò è stato utile anche per poter allargare la mia rete di conoscenze. Un corso utile per chi pensa ad un giornalismo fatto di dati e indagini, meno utile per chi pensa che il giornalismo sia soltanto scrivere un "buon pezzo".
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| Gianmarco Guazzo (giornalista, consulente, presidente del Collegio dei Probiviri dell'Associazione Stampa Molise–FNSI - Corso di Open Data Journalism).
"L'approfondimento delle storie e delle cose che vi stanno dietro, la curiosità di 'grattare' i dati per scoprirne sotto i fatti, la necessità di dare qualità all'informazione attraverso nuovi strumenti di ricerca, elaborazione, interpretazione e visualizzazione dei dati, la possibilità di esplorare forme innovative di giornalismo aderenti anche alle mie altre passioni da "ricercatore" sui temi dell'economia, del lavoro, della società, della sostenibilità... Erano queste le motivazioni che mi avevano fatto decidere di iscrivermi al corso di Open Data Journalism, e adesso posso dire che tutte queste motivazioni (leggi "aspettative") sono state soddisfatte. La qualità dei docenti è stata eccellente: si sono visti competenza, impegno e passione applicati alla tecnica. La varietà di conoscenze strumentali messe a disposizione, poi, ci ha permesso finalmente di sporcarci un po' le mani con i mondi che stanno dietro/davanti/sotto/sopra i fatti e i dati. Tra le esperienze più belle, inoltre, c'è la condivisione di un percorso comune con i colleghi del corso (una bella ricchezza professionale ma soprattutto umana), che infatti continua sotto altre forme e che spero possa diventare un punto fermo della mia attività professionale".
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| Michela Stentella (giornalista, redazione Forum PA - Corso di Open Data Journalism)
Ho scelto di partecipare al corso di Open Data Journalism per diversi motivi: perché gli open data rappresentano un tema molto attuale e, in Italia, ancora poco approfondito; perché è un argomento che mettiamo spesso al centro dei nostri articoli su Forumpa.it, testata per cui attualmente lavoro; perché penso che in questo mestiere sia necessario coltivare la curiosità verso temi e strumenti nuovi, che possono aprire prospettive diverse e inaspettate nel nostro modo di fare informazione. Inoltre la scelta dei docenti mi sembrava già sulla carta di alta qualità e devo dire che le mie aspettative non sono state deluse. Abbiamo avuto, tra l'altro, l'opportunità di lavorare con giornalisti stranieri, come Elena Egawhary e Simon Rogers, e questo è stato importante soprattutto per conoscere e sperimentare un approccio ai dati “culturalmente” diverso e più maturo rispetto alla realtà italiana. Naturalmente ci sono sempre delle eccezioni e almeno un paio di incontri sono stati al di sotto delle aspettative, ma è un rischio che si corre in un corso così vario…la sensazione è che, in quei casi, i docenti non abbiano colto pienamente il senso e gli obiettivi generali del corso in cui la loro lezione era inserita. A livello organizzativo, come evidenziato anche da altri partecipanti, ci sono ancora dei margini di miglioramento per le eventuali future edizioni. Credo, infine, che andrebbe ulteriormente potenziata la parte pratica, di laboratorio, privilegiandola rispetto alle lezioni di taglio più teorico. In generale, comunque, un'esperienza positiva: un corso stimolante e impegnativo, che tra l'altro mi ha permesso di conoscere persone con interessi professionali comuni e di avviare un lavoro di gruppo che sta proseguendo e che spero porterà buoni frutti.
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| Giovanni Rizzo (giornalista freelance - Corso di Open Data Journalism)
Da quando gli Open Data si sono affacciati in Italia, sono rimasti circoscritti al dibattitto "alto", politico e non, oppure sono diventati più che altro un argomento strettamente tecnico, riservato a smanettoni e programmatori che si sbizzarriscono più nel "making data beautiful" che nel trarne storie, notizie, analisi. Il merito più grande di questo corso è stato quello di riportarli sulla terra. Le lezioni sono state un ottimo mix tra tecnica e giornalismo in senso più stretto: ci si "sporca le mani" con tabelle, database, strumenti di data mining e data vizualisation; si rompe, insomma, il velo del geek, ma al contempo non si perde di vista il fatto che, dati o no, si sta parlando di JOURNALISM, di storie da raccontare. Una parte importante del merito va sicuramente ai docenti, di alto profilo sia professionale che umano, (quasi) tutti con una visione chiara del campo in cui ci stavamo muovendo, pur essendo innovativo e talvolta non strettamente legato con la loro disciplina.
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| Chiara Buongiovanni (giornalista, redazione Forum PA - Corso di Open Data Journalism)
il mio giudizio sul corso è in definitiva molto positivo. Per una non tecnologa convinta l'Open Data tende a rappresentare un miraggio, un albero pieno di frutti. a cui tendenzialmente non saprei come arrivare. questo corso mi ha suggerito delle "scalette" e mi ha aperto un mondo decisamente interessante. Fondamentale, inoltre, il continuo richiamo agli obiettivi e alla natura del buon giornalismo. Unica nota: inserirei una o due sessioni di pura pratica, la settimana successiva a quella in cui si spiegano gli strumenti.
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| Ezio Bianchi (Presidente Associazione Onlus Cittadini per Cittadini L'Aquila - Corso di Open Data Journalism)
Un corso in Open Data Journalism, con presenze docenti nazionali e internazionali di altissimo livello: concentrate in un arco di tempo in cui è possibile solo una assimilazione veloce. Docenti che hanno condiviso senza riserve la loro esperienza e reti di contatto, organizzatori disponibili, ambiente sereno. La disponibilità di link e materiali vari, oltre ai video delle lezioni consentirà di trarre massimo profitto da un tirocinio pratico indispensabile a metabolizzare il tutto. Probabilmente una buona conoscenza di office (Excel in particolare) come prerequisito avrebbe consentito una maggiore speditezza. Gradevole il clima instaurato tra i discenti, comprensione, entusiasmo, condivisione, un sicuro interesse per l'open data e i progetti possibili che porterà nel tempo, con la rete , positività nell'attività di ciascuno. Un sentito grazie a quanti hanno collaborato all'ideazione, organizzazione e realizzazione di una così bella esperienza realmente formativa.
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| Christian Quintili (coordinatore della sezione bolognese di Action Aid - Corso di Open Data Journalism).
La scuola di Open Data Journalism affronta la tematica sul versante tecnico e su quello normativo e restituisce un quadro di sintesi esaustivo e sintetico. I docenti sono di alto livello e l'organizzazione del percorso formativo consente un approfondimento graduale indicato anche a chi non ha dimestichezza con l'argomento. La scuola rappresenta inoltre un'ottima opportunità di entrare in contatto con la community di professionisti interessati all'argomento.
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Samuele Tofano (modulo videogiornalismo edizione romana-2010)
Mi chiamo Samuele Tofano e la mia formazione e` scientifica ed e` nell'ambito dell'informatica che lavoro gia` da dieci anni. Ma la mia passione per la politica e per il giornalismo d'inchiesta (che qualcuno definisce semplicemente "buon giornalismo") mi ha portato a frequentare un modulo all'interno del master, quello sul videogiornalismo d'inchiesta. E` stata senz'altro un'esperienza molto interessante, grazie ai qualificatissimi docenti, tutti provenienti, tra le altre cose, dalle redazioni dei pochi programmi televisivi seri in materia. Gli aneddoti, le dritte tecniche, i piccoli segreti e il racconto dettagliato di come si realizzano le inchieste hanno arricchito le mie conoscenze e contribuito a comprendere meglio la mole del lavoro dietro a prodotti che fino ad'ora mi hanno visto solo come consumatore. Quindi pur non essendo del settore ho molto apprezzato il corso e spero comunque di riuscire a mettere in pratica quello che ho appreso.
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| Carla Melis (edizione romana - 2009)
Sono Carla Melis, ho 26 anni e sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche all'Università di Trieste. Dopo l'università ho deciso di partecipare al master di Giornalismo Investigativo a Roma, che mi è stato finanziato con una borsa della Regione Sardegna per i percorsi di alta formazione professionale. Già durante il corso ero soddisfatta della scelta fatta: ho apprezzato la competenza dei docenti e l' ambiente di studio, ideale per poter condividere la mia passione per l'inchiesta. Attraverso le lezioni e i work-shop proposti ho potuto far tesoro di conoscenze importanti e soprattutto ho potuto imparare a mettere in pratica, nella costruzione di un'inchiesta giornalistica seria, anche le mie conoscenze pregresse. Ora, col senno di poi, posso confermare che la formazione ricevuta attraverso questo master, non solo mi ha aperto un orizzonte verso la carriera giornalistica, ma anche dato delle competenze specifiche apprezzate in altri campi. Lavoro attualmente in Germania e nel confronto con le aziende ho potuto vedere come le conoscenze relative all' i nformation retrieval, al data management e alla ricerca documentale siano particolarmente richieste. Il master è stato quindi, oltre che una bella esperienza di vita, anche un importante investimento per il mio futuro lavorativo.
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Federica Santoro (edizione romana - 2009)
Sono pugliese e vivo a Roma da 4 anni. Ho vinto la borsa lavoro dell'edizione romana del Master, quindi oltre a seguire le lezioni svolgevo anche dei compiti di tutoraggio.
Sicuramente è stata un'esperienza formativa che consiglio a chiunque voglia imparare le basi per fare una buona inchiesta giornalistica. Per me è stata una bussola. Dopo anni di esperienze saltuarie di redazione, l'incontro con professionisti stimati in tutto il mondo come Loretta Napoleoni, Dennis Redmont, Otello Lupacchini mi ha permesso di confrontarmi con loro su questioni d'attualità e ha rappresentato, a 26 anni, un nuovo punto partenza.
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Valentina Valente (edizione romana - 2009)
Dopo gli studi giuridici ho scelto di frequentare questo master per riavvicinarmi a una mia vecchia passione di sempre: il giornalismo. L'alta qualità del corpo docente e l'eterogeneità delle materie, mi hanno fatto scoprire il giornalismo a tutto tondo, quello che purtroppo in Italia non siamo soliti vedere. Lo stage, svolto a L'Espresso è stato poi un ottimo completamento al percorso.
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Antonella Graziani (edizione romana - 2009)
Ho 24 anni e sono laureata in Lingue Moderne nell'Università di Urbino. Dopo qualche collaborazione in testate locali ho scelto di seguire un percorso specifico approfondendo il campo delle inchieste. E' stata una scelta ben ponderata sia per il peso economico sia per il rischio che le mie aspettative potessero essere tradite. Ma è una scelta che rifarei. Questo Master mi ha permesso di misurarmi con professionisti del giornalimo d'inchiesta e con i loro metodi di lavoro. L'alto numero di professionisti incontrati ha inoltre permesso di ampliare i miei punti di vista sia sul metodo che sull'analisi dei fatti. Li ringrazio non solo per il bagaglio di competenze che hanno voluto trasmetterci ma soprattutto per l'umanità e la fiducia che ci hanno dimostrato. E' stata fondamentale in questo percorso la conoscenza dei miei colleghi di corso con i quali sono riuscita a condividere una crescita umana, professionale e tanti momenti di allegria e sostegno. Insieme siamo stati capaci di continuare a credere che un bravo giornalista può davvero cambiare le cose.
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Giacomo Pacini (edizione romana -2009) |
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Pur non essendo un giornalista, ma un ricercatore in Storia Contemporanea, ho trovato il Master di utilità estrema.
Il rigore di gran parte delle lezioni, infatti, dimostra una volta di piu' come, tra l'attività scientifica di uno storico e la divulgazione di un giornalista non vi sia alcuna opposizione di principio. Gran parte degli accademici rifiutano il cosiddetto uso pubblico della storia, ma se uno storico non riesce a comunicare al di fuori della ristretta cerchia dei professionisti della materia finisce col produrre lavori socialmente inutili. Mentre, come ha insegnato il Master, non è necessario usare un linguaggio involuto e volutamente oscuro per essere scientificamente corretti. |
Filomena Grimaldi (edizione romana-2009)
Mi chiamo Filomena Grimaldi e sono casertana. Sono giornalista pubblicista e avendo già esperienze lavorative nel settore e scrivendo per Il Mattino, sono arrivata a questo Master già con un'infarinatura generale su quelli che sono i primi “ferri del mestiere”, ma questo Master mi ha permesso di allargare non solo le mie conoscenze in merito, ma mi ha dato gli strumenti per poter operare su un giornalismo diverso da quello che può essere la cosiddetta “notizia del giorno prima” data in fretta e senza alcun approfondimento. Oggi posso affermare di essere in grado di poter affrontare un'inchiesta giornalistica e, grazie ad un ottimo modulo del corso sulle fonti, so perfettamente dove andare a cercare cosa, chi e come gestire una fonte. L'altissima qualità dei docenti, l'opportunità di poter apprendere le metodologie che ruotano intorno al mondo del giornalismo investigativo con l'alternarsi di lezioni teoriche e pratiche sono, a mio avviso, il fiore all'occhiello di questo Master; un Master unico nel suo genere in Italia e che, proprio per questo motivo, permette di avere delle competenze e un Curriculum che si differenziano dalla massa creando ulteriori opportunità di lavoro. La qualità delle lezioni, i rapporti di amicizia stretti tra noi allievi e i docenti mi hanno permesso di superare quel piccolo sacrificio che poteva essere fare su e giù da Roma ogni fine settimana; cosa che rifarei. Ciliegina sulla torta sono gli stage presso le più importanti testate nazionali. Un'esperienza formativa che consiglio vivamente a tutti.
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Davide Lemma (edizione milanese-2009)
Il master è risultato un'esperienza certamente interessante. Incontrare professionisti che lavorano in modo diverso tra loro
è utile per scegliere i propri metodi, strumenti e campi d'indagine. Il giornalista d'inchiesta usa metodologia ed ingegno. Nei moduli
del master i vari metodi sono ben presentati e vengono messe a disposizione tutte le informazioni necessarie per approfondire gli argomenti.
Per quanto riguarda l'ingegno, l'estro, il coraggio e la fantasia, per fortuna nessun master può essere d'aiuto.
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Maurizio Careddu (edizione milanese-2009)
Mi sono avvicinato al giornalismo con questo master. Non sono giovane come buona parte dei suoi frequentanti, ho 36 anni. Credo però di essere riuscito a cogliere ciò che il programma mirava ad ottenere.
Il corso mi ha permesso di entrare in contatto con professionisti del settore che, ogniuno in modo originale, hanno portato la loro esperienza in aula facendomi notare i punti salienti dei lavori che hanno pubblicato, grazie anche alla spiegazione dei metodi utilizzati, permettendomi un confronto costruttivo e rispondendo a tutti i miei dubbi.
Si è parlato dell'analisi delle fonti nelle diverse forme possibili, di inchieste e del “come” poterne fare una ben strutturata, di tecnica di scrittura, con particolare attenzione a una forma giornalistica com'è il reportage, degli aspetti amministrativi e giuridici che interessano il giornalista, di videogiornalismo, con la raccolta di immagini e il montaggio, di cronaca giudiziaria, di analisi dei documenti d'archivio e molto altro. Ma soprattutto si sono fatte simulazioni reali, sul campo.
Ringrazio l'organizzazione e i docenti per il loro impegno e per essere riusciti a stimolare in me ciò che credo sia il vero giornalismo, l'inchiesta nelle sue molteplici espressioni.
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Alex Buaiscia (edizione milanese-2009)
Ho 25 anni, e ho seguito il Master per differenziare la mia scelta dalle classiche Scuole di giornalismo. Ho trovato l'esperienza interessante, specialmente in alcuni moduli, in quanto ha ampliato le mie prospettive e i contatti su molti argomenti. Le cose più importanti che questo master mi ha dato sono nuove idee e le inchieste sul campo che mi hanno permesso di avere un'esperienza diretta di lavori giornalistici più complessi e di lunga durata.
Anche il continuo confronto con i colleghi è stato indubbiamente di grande valore.
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Clelia Passafiume (edizione milanese-2009)
Sono una ventiduenne laureata in giornalismo per uffici stampa con una tesi sperimentale sulla stampa d'inchiesta.
Lo scorso anno, dopo la triennale conseguita presso l'Università degli studi di Palermo, ho deciso di scegliere un percorso didattico diverso rispetto a quello tradizionale. Mi sono iscritta al master di alta specializzazione in giornalismo investigativo invece di immatricolarmi in una laurea magistrale in
comunicazione.
Alla base di questa decisione, l'interesse verso:
1- un percorso formativo con stage e materie non presenti nel piano di studi
delle altre scuole di giornalismo;
2- l'alta professionalità dei docenti;
3-l'unico ramo del giornalismo di cui non avevo esperienza ma che sempre mi
aveva affascinato: quello dell'inchiesta sul sociale.
Infatti, dopo aver scritto su quotidiani (Giornale di Sicilia, LaStampa.it), riviste (La Voce), agenzie (Ansa) e condotto un telegiornale regionale (per il quale realizzavo anche servizi televisivi), con il fine di migliorare le mie competenze, ho deciso di optare per il master dell'AGI. Le lezioni sono state molto formative, nel corso delle quali, oltre a realizzare inchieste sull'immigrazione e sul 'vietato ai minori', ho arricchito il mio bagaglio culturale in campo economico, giuridico e criminologico.
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Margherita Pagani (edizione milanese-2009)
Mi chiamo Margherita, ho 23 e vivo a Pavia. Dopo essermi laureata presso l'Università di Pavia in lettere moderne e prima di iscrivermi ad una scuola di giornalismo - non avendo alcuna esperienza giornalistica alle spalle - ho deciso di frequentare il "Master di giornalismo investigativo e analisi delle fonti documentarie" c/o Milano. Ritengo sia stata un'esperienza interessante e, nel complesso, valida: i docenti, un gruppo di giornalisti e professionisti di vari settori, mi hanno permesso di conoscere un mondo a me quasi estraneo e soprattutto di approfondire, tramite le loro esperienze, tematiche di attualità. Inoltre tutto questo mi ha permesso di entrare in contatto con personalità che si sono rese disponibili per aiuti e consigli futuri. Quindi il mio giudizio sul Master, tralasciando qualche piccolo problema organizzativo e logistico, è assolutamente positivo!
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Luca Rappazzo (edizione milanese-2009)
Mi chiamo Luca Rappazzo, ho 25 anni e mi sono recentemente laureato in scienze politiche curriculum storia contemporanea nell'università degli studi di Milano. Questo Master è stato il naturale sbocco dei miei studi, ho potuto apprendere nuovi strumenti di ricerca, esaminato diversi aspetti di attualità e avuto spunti nuovi per futuri approfondimenti. In particolare è da elogiare la qualità dei docenti e la possibilità di conoscere colleghi di corso che hanno diverse esperienze professionali con una passione in comune verso il mondo del giornalismo. A parte qualche piccolo disguido in ambito organizzativo, di facile risoluzione, il mio giudizio su questo Master è assolutamente positivo.
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Martina di Matteo (modulo videogiornalismo edizione romana-2009)
Mi chiamo Martina Di Matteo, ho 22 anni e ho frequentato il modulo di videogiornalismo d'inchiesta del 2010.
Il giornalismo, purtroppo, non è sempre come ce lo immaginiamo. Io ho iniziato alcuni anni fa a lavorare come presentatrice di un tg di un'emittente locale. Ne rimasi piuttosto delusa; forse anche a causa della mia giovane età e dall'irruenza e l'idealismo, che questa implica, che mi spinsero ad abbandonare quel lavoro che inizialmente mi sembrava un'occupazione "sociale" e poi cominciò a sembrarmi un "lavoro d'ufficio" come tanti altri. Il Master invece, grazie anche alla competenza e alla passione delle persone che hanno tenuto i corsi, ha riacceso in me quella voglia di raccontare. E soprattutto mi ha ricordato che il giornalismo non è solo raccontare quello che si può o si vuole raccontare, ma è principalmente raccontare soprattutto quelle realtà che nessuno ha il coraggio di raccontare e/o affrontare, che è quello che poi fa la differenza.
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Elena Fouzier Cayla (modulo videogiornalismo edizione milanese-2009 )
Mi chiamo Elena Fuzier Caylav, ho 24 anni e dal 22 maggio al 6 giugno 2010 ho frequentato il corso in “Giornalismo d'inchiesta televisivo” organizzato dall'AGI all'interno del Master in giornalismo d'inchiesta. Il corso si articolava lungo i weekend, il che lo rendeva particolarmente pratico e comodo. Devo dire che il mio giudizio su questo corso è molto positivo: ho deciso di frequentarlo in vista di un viaggio che devo fare in Sud Africa e per il quale volevo apprendere qualche nozione riguardante le principali tecniche di ripresa e montaggio dei filmati; in tal senso le lezioni di Sabrina Giannini (giornalista di “Report”) sono state estremamente utili e hanno soddisfatto pienamente le mie aspettative. Insieme alla Giannini abbiamo formulato delle ipotesi per delle inchieste realizzabili in breve tempo; una volta decisi gli argomenti su cui concentrarci, ci siamo divisi in gruppi di 3-4 persone: in questo modo ognuno di noi ha avuto modo di fare pratica con la telecamera, il microfono, la spy-pen e il software “Final cut” per montare i vari filmati che avevamo realizzato. Anche se il corso si svolgeva nei weekend, di fatto tutti noi, o quasi, abbiamo lavorato a queste inchieste anche durante la settimana e anche questo si è rivelato utile: abbiamo avuto modo di lavorare per conto nostro, di sperimentare, per poi, il venerdì successivo, ricevere importanti consigli e critiche su quello che avevamo fatto da soli durante la settimana. Infine, l'ultima lezione del corso era tenuta da Andrea Cairola, giornalista di “Vanguard”: in quest'occasione ci siamo concentrati su come si programma e si realizza un'inchiesta all'estero. Cairola ci ha spiegato i principali rischi da tenere in considerazione, l'attrezzatura che ci si deve portare appresso e, cosa estremamente interessante, ci ha fatto vedere degli estratti video di alcuni documentari o alcune in chieste per spiegarci le varie tecniche che si utilizzano a seconda della situazione in cui ci si trova a lavorare: per esempio, alcune inchieste erano state realizzate quasi interamente con l'uso delle telecamere nascoste, altre invece prevalentemente con interviste o comunque senza necessità di nascondere la videocamera.
In conclusione ho trovato questo corso molto utile e interessante e, per questo, lo consiglio vivamente a chiunque voglia intraprendere questa professione, anche perché sia Sabrina Giannini che Andrea Cairola, oltre a darci importanti consigli, si sono rivelati estremamente disponibili, mettendoci così a nostro agio fin dall'inizio.
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Giusy Baioni(edizione 2008)
Mi chiamo Giusy Baioni e, dopo la solita gavetta nei giornali locali, ho scelto la difficile, ma affascinante strada da freelance, dedicandomi in particolare agli esteri. Ho frequentato il Master nell'edizione 2008 e sono contenta della scelta, poiché i docenti (giornalisti o professionisti di vari settori) mi hanno insegnato molto e soprattutto mi hanno fornito strumenti per lavorare meglio e in maniera più approfondita. Se ne giova la mia lettura della realtà e - spero - anche la qualità del mio lavoro. In sintesi, un ottimo investimento.
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Michela Nava (edizione 2008)
Mi chiamo Michela Nava, ho 29 anni, da dieci lavoro come corrispondente per un quotidiano locale a Sondrio. Ho scelto di fare questo Master per allargare i miei orizzonti, professionali e non, e sperimentare un giornalismo diverso, che prediliga l'approfondimento sull'urgenza (e spesso la fretta) del “dare la notizia”. Ho trovato l'esperienza molto valida, sia per la qualità degli insegnamenti, sia per la possibilità di confrontarsi con giornalisti che vivono il mestiere, “sporcandosi le mani”. Mi è stato molto utile, inoltre, conoscere e frequentare colleghi che, come me, sono interessati a un giornalismo di indagine e di inchiesta.
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Stefano Zoja (edizione 2008)
Dopo la specialistica in cinema e televisione ho avuto qualche esperienza nella comunicazione d'intrattenimento. Presto però mi sono rivolto al giornalismo, dove ho finito per lavorare nella scrittura e nel video, da freelance e non. Per completare la mia formazione in questo campo, oltre al Master in giornalismo investigativo da poco concluso, ne sto frequentando un altro in giornalismo internazionale a Londra, che è ancora in corso. La sorpresa è stata nell'accorgermi presto di come i contenuti del Master in giornalismo investigativo fossero più stimolanti rispetto a quelli del corso londinese. La varietà degli insegnamenti e l'assoluto valore di alcuni docenti mi ha lasciato, come minimo, una grande quantità di spunti. Ma altrettanto voglio ringraziare i miei compagni-colleghi: il confronto con tanti di loro, nelle pause-pranzo e oltre, è stato uno degli aspetti migliori del Master stesso. |
Margherita Stradella (edizione 2008)
Ho 26 anni e vivo a Milano. Mi sono laureata in Scienze Storiche nel maggio del 2008 e attualmente collaboro con il quotidiano milanese “Cronaca qui”. Grazie al Master in “Analisi delle fonti documentarie e giornalismo investigativo” sono entrata in contatto con docenti e professionisti di alta qualità ed ho definitivamente capito che il mio futuro è nel giornalismo (o almeno così spero!). Il mio giudizio sul Master, a parte qualche problema organizzativo che si è presentato nel corso di questi sei mesi, è senza dubbio positivo.
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Marco Clarizia (edizione 2008)
Ho 31 anni, sono giornalista pubblicista e dal 2007 vivo a Milano. Mi sono trasferito dalla Campania per lavorare come giornalista e maturare un'esperienza che, viceversa, la piccola città di Salerno non avrebbe potuto garantirmi. In quest'ottica, l'iscrizione al Master in Giornalismo Investigativo e Analisi delle fonti documentarie dell'AGI ha rappresentato uno step importante che mi ha permesso il contatto con diversi professionisti del settore, nonché l'approfondimento critico e giornalistico di grandi tematiche d'attualità. Per quanto riguarda i contenuti del Master sono generalmente soddisfatto, anche se alcuni moduli andrebbero perfezionati; l'impressione però è che l'organizzazione si muova in tal senso, continuamente alla ricerca di feedback sulla qualità delle lezioni.
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Silvia Cravotta (edizione 2008-modulo di analisi investigativa)
Il mio giudizio sul corso di Analisi investigativa è molto buono sia riguardo agli argomenti affrontati che ai docenti scelti per trattarli. In alcuni casi è capitato di affrontare le questioni da un punto di vista un po' troppo teorico (almeno per dei giornalisti professionisti) ma in generale le informazioni e gli strumenti forniti si sono rivelati molto utili. Credo che per mantenere un corso di questo livello, anche nel futuro, sia necessario puntare su insegnanti di spessore come quelli dell'anno passato.
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Federica Zoja (edizione 2008-modulo di analisi investigativa)
Ho trovato di grande interesse tutte le discipline proposte, ma in particolare ho apprezzato l'offerta formativa di Guido Salvini e Mauro Falesiedi per metodo, contenuti e organizzazione didattica.
Approfondita e dettagliata quella relativa ai sistemi criminali 2, evidentemente preparata con cura, e interattiva con simulazioni di indagine la lezione di economia dei sistemi criminali.
L'intero modulo mi ha fornito spunti di approfondimento personale che sto sfruttando e sfrutterò anche in futuro nella professione.
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Raffaella Parisi (edizione 2008-modulo di analisi investigativa)
Un corso impegnativo per la diversità delle materie e l'intensità dell'orario.
I docenti sono stati esaurienti e precisi nella loro esposizione.
Ho apprezzato in modo particolare la lezione di Guido Salvini che ha esposto gli argomenti in modo chiaro e dettagliato.
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Luca Chianca (edizione Urbino)
Ho 27 anni e vivo a Roma.
Mi sono laureato in Comunicazione Internazionale nel 2004. Nel 2003 ho svolto uno stage presso il TG3 (redazione esteri), realizzando un filmato per "agenda del mondo" in collaborazione con Movimondo Eritrea. Ho svolto per alcuni anni attività di videoreporter con Greenpeace Italia. Nel 2006 ho lavorato in un corso regionale di media education effettuando un laboratorio sull'analisi dei telegiornali. Ho collaborato con Promedia2000, una società di produzione video nella realizzazione di documentari. Collaboro da due anni con "Dentromagazine", un settimanale free press della provincia di Roma e saltuariamente con “Il Manifesto” e “Romaone”. Al termine dello stage di fine Master in “ Analisi delle Fonti documentarie e Giornalismo investigativo” sono stato assunto presso la redazione di “Report”, Raitre, dove attualmente lavoro a tempo pieno. Visto l'esito positivo dello stage, ma in particolare a seguito dell'elevato livello dei docenti incontrati non posso non esprime un giudizio molto positivo sul Master in “ Analisi delle Fonti documentarie e Giornalismo investigativo” .
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Antonio Farinola (edizione Urbino)
Ho 23 anni e vivo a Roma da qualche mese. Mi sono laureato nel Luglio del 2005 in Scienze della Comunicazione (Triennale) presso l'Università di Urbino. Ora sono iscritto alla Specialistica in “Editoria e scrittura” de La Sapienza di Roma.
Per quanto riguarda il Master in Giornalismo Investigativo, devo ammettere che inizialmente è stato un “ripiego”, in quanto non sono riuscito ad entrare nelle famigerate “Scuole di Giornalismo”, ma ben presto si è rivelato un'ottima scuola di conoscenza, sia per l'alta qualità dei professionisti che sono venuti a insegnare, sia per i lunghi confronti avuti nelle pizzerie e nei locali di Urbino con i ragazzi del Master. Lo stage finale, almeno per il sottoscritto, è stato il coronamento di una splendida esperienza alla fine della quale sono stato assunto come collaboratore. Vista la qualità del percorso formativo e il risultato finale non posso non esprimere un giudizio positivo sul Master.
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Andrea Trentini (edizione Urbino)
Ho 26 anni vivo a Monza e sono laureato in Lettere con l'indirizzo Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano. Collaboro con due giornali locali di Monza: “Il Cittadino” e “Monza La Città ”. Ho rapporti di collaborazione anche con un Gruppo Consiliare in Regione Lombardia. Tra esperienze lavorative in passato ho lavorato per l'agenzia giornalistica internazionale “Hpress” che si occupa di problemi legati al sociale (disabilità e povertà) e con il settimanale locale “L'Esagono”. Quando posso mi diverto con le mie passioni di sempre: la musica e la fotografia. Master: Giudico positivamente l'esperienza del Master in “Analisi delle Fonti documentarie e Giornalismo investigativo”: mi ha dato l'opportunità di conoscere professionisti che altrimenti non avrei potuto conoscere, questo ha ampliato i miei orizzonti e i miei campi di interesse, dandomi una visuale diversa rispetto a molti fatti e contribuendo a cambiare l'approccio verso l'interpretazione delle notizie. Il project work finale mi ha dato la possibilità di entrare nella redazione dell'Espresso dove ho incontrato Vittorio Malagutti per discutere del mio lavoro finale. Il fatto di affrontare settimanalmente un lungo viaggio (da Monza a Urbino sono 4 ore), in compagnia di due miei carissimi colleghi Laura e Edoardo, ha contribuito a rendere più forte questa esperienza. A posteriori, nonostante alcuni fisiologici problemi di organizzazione essendo stato il primo anno, credo di poter dare un voto globalmente positivo a questa esperienza.
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Laura Laguzza (edizione Urbino)
Mi sono laureata nel dicembre 2005 in Lettere Moderne, con una tesi in Storia Contemporanea. Dal 2000 collaboro con un settimanale locale, occupandomi di sport. Sono pubblicista dal 2002. Ho collaborato con diverse case editrici, occupandomi di turismo e cultura. Ora insegno Italiano, Storia e Geografia in una Scuola Media (si deve pur mangiare…). Grazie al Master in “Analisi delle Fonti documentarie e Giornalismo investigativo” mi sono avvicinata ulteriormente al mondo del giornalismo. Reputo preziosi gli incontri con i giornalisti che hanno tenuto lezioni per il Master. A mio parere hanno dato consigli, suggerimenti importanti per chi, come me, voglia intraprendere questa difficile professione.
Inoltre, sotto la “supervisione” del giornalista di Repubblica Giovanni Maria Bellu, ho effettuato la mia prima (e spero vivamente non ultima) piccola inchiesta intitolata “Leucemia Killer”. Grazie a Bellu ed alla bella lettera di presentazione, sto cercando di pubblicare il mio lavoro.
Perché partecipare al Master? chi è convinto e determinato troverà ancora più stimoli; chi è indeciso e perplesso capirà che non è la sua strada!
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Erika Saggiorato (edizione Urbino)
Ho 27 anni e vivo a Padova. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione nel 2005 con una tesi su “La stampa argentina durante la dittatura militare.” Nel 2002 ho svolto uno stage di 6 mesi presso la redazione spettacoli di Roma de “L'Unità”. Dopo la laurea ho lavorato part-time per 9 mesi in un ufficio stampa, che si occupava prevalentemente di organizzazione di eventi culturali e mostre d'arte e architettura. Contemporaneamente ho lavorato per l'Ong Coopi, sede di Padova, che svolge un lavoro di cooperazione Internazionale con America Latina, Africa e Europa dell'Est e cooperazione decentrata. Da circa un anno lavoro per i quotidiani del gruppo Epolis, per le redazioni di cultura e cronaca, con un contratto di collaborazione. Il lavoro archivistico e di ricerca condotto in Argentina per scovare documenti e informazioni mi ha indotto ad iscrivermi al Master in “Analisi delle Fonti documentarie e Giornalismo investigativo” per saperne di più su storie segrete, inchieste e metodi di analisi. Il Master mi ha permesso di venire a conoscenza di aspetti storici e culturali non approfonditi nel corso degli studi universitari e, grazie all'incontro con validi insegnanti, mi ha offerto una base e uno strumento in più per intraprendere la professione giornalistica. Per il Master ho svolto un'inchiesta sul “Post-indulto in Veneto” con la supervisione del giornalista di Repubblica Gian Maria Bellu.
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Gaia Massetti (edizione Urbino)
Lavoro nella redazione della trasmissione Scena del Crimine su Teleroma56. Sono socia dell'ICAA ( International Crime Analisys Association) che cura tantissimi servizi per vari programmi televisivi: RAI SAT, Le IENE etc.....In più, nel tempo libero (INESISTENTE) mi occupo di organizzazione di eventi. Grazie a questo Master ho allacciato relazioni molto interessanti e ho scoperto che il mio campo d'indagine è il mondo criminale e i retroscena che offre.
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Fabiana Muceli (edizione Urbino)
Ho 25 anni e vivo a Roma.
Mi sono laureata nel dicembre del 2005 in Scienze della Comunicazione presso l'Università “La Sapienza”, con una tesi riguardante la politica sul web. Passione, per le nuove tecnologie, che continuo a coltivare. Ho partecipato a gruppi di ricerca inerenti la comunicazione politica, successivamente collaborando con la web- radio di Walter Veltroni e con l'Unione per la campagna pre-elettorale indirizzata agli italiani all'estero. Parentesi attualmente chiusa, quella della politica, per inseguire il mio sogno primario. Dal 2002 al 2003 sono stata corsista del Centro-Lab, corso di formazione in Giornalismo autorizzato dalla regione Lazio e diretto da Franco Rina, a cui è seguito uno stage presso “Conquiste del Lavoro”. Dopo la laurea mi sono iscritta al Master in Master in “Analisi delle Fonti documentarie e Giornalismo investigativo”, con stage successivo presso la redazione “RomaOne”. Attualmente lavoro come freelance ad un progetto riguardante un'inchiesta di cronaca nera sotto la supervisione del prof. Cucchiarelli, insieme ad altri due ex-colleghi del Master, Magrin e Farinola. Il giudizio sul Master è positivo, vista l'alta qualità e professionalità dei docenti, oltre al bagaglio teorico e d'esperienza degli stessi, ovviamente di grande spessore.
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Silvia Ponzio (edizione Urbino)
Sono giornalista professionista e, dopo anni di redazione, adesso lavoro in prevalenza come freelance. Sono specializzata nel settore tecnico-informatico e collaboro attualmente per alcune testate del gruppo Mondadori e Gruner+Jahr, oltre a scrivere e tradurre libri per Mondadori Informatica/Sperling & Kupfer. È un lavoro che mi lascia poco tempo, ma ho comunque deciso di frequentare il Master in “Analisi delle Fonti documentarie e Giornalismo investigativo”. E non me ne sono pentita. Il sacrificio è stato notevole, non penso di essere mai arrivata puntuale a una sola lezione: finivo al volo un articolo, salivo in macchina e facevo quasi 400 km per presentarmi in aula. Perché mi sono imbarcata in questa avventura rischiando ogni settimana una multa per eccesso di velocità sull'autostrada? Non per masochismo. È stato un modo “rapido” per acquisire conoscenze che non avevo, e per affinare quelle di cui già mi servivo da anni. Il mio obiettivo era “ampliare la mia visuale” ed è quello che ho ottenuto. Adesso ho qualche arma in più da sfoderare alla prima occasione. O meglio, appena ho un attimo di tempo per dedicarmi a tutti i progetti che nel corso del Master ho diligentemente annotato sul mio bloc notes alla voce “da fare”.
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